venerdì 14 aprile 2017

Attacco chimico


È un fenomeno che si ripete ogni primavera e si aggrava di anno in anno: l’uso diffuso di sostanze erbicidi nei campi, ma anche in aree pubbliche, lungo le strade, lungo i corsi d’acqua e a pochi metri dalle rive del Lago.

In un post precedente abbiamo trattato questo problema focalizzandoci sul glifosato, principio attivo dei diserbanti più usati al mondo nell’agricoltura. Fu sviluppato negli anni settanta dalla multinazionale Monsanto e si trova in commercio sotto vari nomi suggestivi: Roundup, Taifun, Desert, Rasikal Quick, Mastiff …

diserbo nel vigneto

Potrebbe essere meno dannoso di molti altri composti chimici negli erbicidi, ma è comunque pericoloso per uomo, animali, piante e l’intero ecosistema. Un erbicida sistemico totale (“seccatutto” in gergo), uccide le piante indiscriminatamente, si accumula nel terreno e nel corpo umano: è stato rilevato nell'organismo della maggioranza della popolazione nelle grandi città europee.
Il glifosato è irritante per gli occhi e alle vie respiratorie, nel contatto può provocare vomito, bava alla bocca, diarrea e convulsioni. Nell’uomo, il glifosato è sospettato di essere dannoso per il sistema endocrino e riproduttivo, e sembra collegato all’apparizione epidemica di una nuova forma d’insufficienza cronica renale (CKDu).

diserbo in un campo a pochi metri dal Lago
 
Il glifosato giunge nel corpo in vari modi: attraverso il contatto con superfici trattate, per le vie respiratorie dopo inalazione di polveri o vapori, con l’ingestione di sostanze contaminate. In pericolo sono soprattutto bambini che giocano, esplorano, toccano in zone trattate: utilizzare erbicidi in aree urbane è assolutamente da evitare.

Dopo un'analisi approfondita conclusasi nel 2015, gli esperti dell'IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) hanno deciso di inserire il glifosato nella lista delle sostanze "probabilmente cancerogene" (categoria 2A).

diserbo lungo la strada
 
Più tardi, EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) e FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per il cibo e l'agricoltura) hanno concluso che "è improbabile che il glifosato comporti un rischio di cancro per l'uomo come conseguenza dell'esposizione attraverso l'alimentazione".

Da una parte, l’ammorbidimento della posizione ufficiale è basato in parte su ricerche e reviews finanziate o influenzate da Monsanto (vedi: Glyphosate and cancer: Buying science).

Dall’altra, l’ipotesi dell’EFSA non contraddice le conclusioni dell’IARC, cioè che il glifosato arrivato nel corpo umano è probabilmente cancerogeno. Ritiene però, che le concentrazioni medie del glifosato negli alimenti non bastano ancora per aumentare significativamente il rischio di sviluppare un cancro. Il discorso cambia per persone che facilmente vengono in contatto con l’erbicida – agricoltori, operatori urbani e bambini.

perché non così?
 
Il glifosato è tossico per organismi acquatici con effetti a lungo termine per l’ambiente acquatico. È nocivo per molti insetti e danneggia gravemente gli ecosistemi naturali. Nell’agricoltura intensiva è associato all’impiego di organismi geneticamente modificati (OGM).

Nel post precedente, abbiamo proposto a tutti i Comuni del Lago di rilasciare ordinanze di divieto dell’uso di diserbanti. Nessuna risposta per due anni, soltanto poco fa il Comune di Capodimonte ha reagito, in modo indiretto e inaspettato con la Determina n. 69 del 25 marzo. Argomentando che “… le recenti acquisizioni al patrimonio comunale di vaste aree urbanizzate … unitamente alla sempre più ridotta disponibilità di personale operaio da impiegare per la manutenzione, spingono sempre più costantemente all’utilizzo di erbicidi per il contenimento della crescita delle erbe infestanti a margine dei marciapiedi e delle aree a parcheggio” ha deciso di acquistare 80 l di erbicida (non è specificato quale!).
diserbo totale nell'uliveto vicino al Lago

Se veramente ci fossero problemi di finanziare il contenimento sostenibile della crescita delle erbe infestanti (proponiamo comunque di rivedere le priorità nelle scelte della spesa pubblica, dando importanza, anzi priorità assoluta alla salute della popolazione e degli impiegati del comune) – perché non fare appello a un impegno volontario e solidale dei cittadini? E come si spiega il fatto (come abbiamo appreso in questi giorni), che lo stesso comune è pronto a spendere migliaia di Euro per tagliare 22 alberi storici del viale alberato “I Pioppi” – l’erba no, ma gli alberi sì?

Nell’UE è in corso una vasta Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per bandire il glifosato: “Stop Glyphosate” (sostenuta tra altri da Greenpeace, Global 2000, Navdanya, Slow Food, WWOOF, Eaux et Rivières Bretagne, ARCI …). Se verranno raccolte un milione di firme in almeno 7 stati membri, la Commissione Europea sarà obbligata a considerare la richiesta – aderite!

o così?



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