mercoledì 7 giugno 2017

per una navigazione sostenibile


Un Lago in Pericolo
C’è un consenso generale che il Lago di Bolsena è in pericolo: si osserva un suo continuo e progressivo degrado e l’inizio del processo di eutrofizzazione.

C’è consenso generale anche sul fatto che è urgente prendere misure per salvare il lago, in tutti i settori:
- nella raccolta e nel trattamento delle acque reflue,
- con la riduzione dell’apporto di inquinanti dall’agricoltura,
- riducendo l’effetto dell’urbanizzazione e dell’antropizzazione del territorio,
- con la gestione ecosostenibile di tutti i settori della vita comune e privata, tra cui
- l’ecosostenibilità nei trasporti e nel turismo.


Priorità è dunque garantire la piena tutela del Lago, di questa immensa risorsa ambientale, storica e paesaggistica. “Dobbiamo lasciare ai nostri nipoti ciò che abbiamo avuto in eredità dai nostri nonni”. Priorità dunque al turismo ecosostenibile, al trasporto ecosostenibile, alla navigazione ecosostenibile.

Effetti nocivi della motonautica
C’è consenso generale anche sul fatto che la navigazione con motore a combustione inquina il Lago e deteriora il suo ecosistema, poiché:

- una parte del carburante consumato è rilasciato nell’acqua - fino al 30% per motori a 2 tempi (in estinzione), molto meno per motori a 4 tempi e di modesta cilindrata;
- molte barche turistiche (di ogni tipo) scaricano le acque nere (spesso arricchite di prodotti chimici) nel Lago;
- le aree di sosta delle barche con motore a combustione sono fonte di forte inquinamento, che irradiano sulle zone limitrofe e su tutto il Lago;
- le barche con motore a combustione causano inquinamento acustico;
- con ogni passaggio veloce di un motoscafo in acque basse, una parte del fosforo sul fondo viene rimesso in sospensione ed è disponibile come nutriente;
- il passaggio veloce di barche in acque basse e vicino alle rive causa turbolenze che distruggono o disturbano flora e fauna;
- le barche a motore facilitano l’accesso a zone protette dalla riva, con un degrado conseguente di flora e fauna;
- le sostanze antivegetative usate per proteggere le carene delle barche (di ogni tipo) inquinano le acque.



Possibili rimedi
C’è infine consenso generale che occorre porre rimedio a questi effetti dannosi. Si distinguono due modalità:


1 - divieto della navigazione con motori a combustione (eccezioni per uso professionale):
Soluzione scelta in molti laghi in Italia e nel mondo, tra cui negli laghi di dimensioni medio-grandi dell’Italia centrale (Vico, Bracciano, Trasimeno), nella parte settentrionale del Lago di Garda, in una grande parte dei laghi in Austria, Svizzera, Francia e Germania. Sono ammesse barche con motori elettrici.
Soluzione efficace e semplice da applicare, poiché il controllo è facile.

2 - regolamento della navigazione per limitare gli effetti nocivi: La via scelta in altri laghi, con limitazione della velocità e/o della potenza dei motori, introduzione di una distanza di rispetto dalle rive, con un limite alla grandezza delle barche e del numero delle barche ammesse, e con divieti per certi tipi di barche.
Soluzione proponibile soltanto se accompagnata da una sorveglianza efficace e dettagliata.

 

 
Lago di Bolsena
Per il Lago di Bolsena esiste un approfondito studio scientifico degli massimi esperti dell’ecosistema del Lago di Bolsena. Le proposte per la salvaguardia del Lago sono riassunte in Misure di Gestione, che contemplano “tutti fattori che incidono sulla conservazione e l’eventuale ripristino dell’Habitat”. Queste misure sono state adottate dalla Provincia di Viterbo 8 anni fa: sono la base scientifica per tutte le decisioni che riguardano l’ambiente del comprensorio.

Per la navigazione, lo studio definisce questi interventi:
- “numero chiuso” delle barche (riduzione a mille come primo passo);
- limitazioni a motori a quattro tempi della potenza massima di 40 HP;
- per l’Isola Bisentina, divieto per la navigazione per tutte le imbarcazioni per una distanza di circa 100 metri dalle pareti rocciose;
- utilizzo di un mezzo di ancoraggio per le soste brevi, che non “strappi” la vegetazione.

Questi interventi si devono aggiungere alle misure già stabilite in precedenza dalla Provincia (e tuttora in vigore), e in particolare:
- velocità massima per tutte le barche di 25 nodi;
- divieto i natanti a motore del tipo “moto d’acqua” o “acquascooters”;
- nell’intero perimetro del lago una fascia di protezione di m 150 dalla battigia, nella quale è vietata la navigazione a motore;
- divieto della navigazione a motore nei mesi da novembre a febbraio.


“L’indotto” – per chi, a quale prezzo?
Quali ragioni per non imboccare una delle due strade indicate (della limitazione o del divieto)? Viene avanzato l’indotto – “… il turismo nautico rappresenta un indotto economico straordinario, seppure non espresso ancora con il pieno potenziale” afferma l’associazione Nautica Martana.
Detto così, senza che venga operata alcuna differenziazione tra barche con motori a combustione e altre barche (a vela anzitutto), questa affermazione riferita al Lago di Bolsena non ha alcuna base seria. Non è possibile stimare a quanto potrebbe ammontare questo indotto, e chi ne potrebbe beneficiare.
Se parliamo di barche con motore a combustione: questa affermazione tiene conto del danno alla risorsa acqua potabile rappresentata dal Lago? Tiene conto del danno all’ecosistema e dei costi di questo degrado per la comunità? Un danno economico diretto, quantificabile, e anche un costo indiretto – poiché si danneggia il turismo ecosostenibile, che rappresenta la vera risorsa - “straordinaria” quella sì – del comprensorio. Basta aprire gli occhi e guardare oltre il campanile, a realtà dinamiche e orientate verso il futuro sostenibile come il Lago di Garda (e in particolare nel Trentino), dove l’accento posto consapevolmente sulla risorsa ecosostenibile – con attività come vela, canottaggio e simili, windsurf, kitesurf, escursionismo a piedi o in bici, tiro on l’arco, ippica, tennis, golf, birdwatching, wellness, turismo spirituale e culturale - ha portato a uno sviluppo enorme del settore.

pista ciclabile sul Lago di Garda

Quindi?
Esiste una soluzione per la navigazione nel Lago di Bolsena che permette di realizzare allo stesso tempo le due priorità per il suo comprensorio – la tutela del suo ecosistema e lo sviluppo economico del territorio. Questa soluzione è la conversione a una navigazione ecosostenibile.

Questo significa:
- eliminare da subito barche con motori a combustione a due tempi;
- eliminare i posteggi (spesso abusivi) al di fuori dei porti;
- limitare, in un primo passo, il numero delle barche con motore a combustione a mille in tutto il Lago;
- limitare la potenza dei motori a 40 HP;
- applicare con rigore le norme emesse dalla Provincia.

Però:
Poiché per il Lago di Bolsena il controllo efficace delle misure necessarie per limitare i danni da una navigazione con motori a combustione – limite di velocità massima, rispetto delle fasce di protezione - è impossibile (mancano i mezzi e il personale formato per garantire questo controllo), si impone la strada del divieto globale della navigazione con motori a combustione (con diverse eccezioni p. e. per i pescatori, da limitare nel tempo).


 

lunedì 17 aprile 2017

"Giù per Le Pioppe"


La cronologia:

20 febbraio 2017:
Con la determina n. 46 “Potatura e abbattimento di pioppi in viale Regina Margherita” il Comune di Capodimonte affida questi lavori a una ditta di Viterbo per il prezzo di € 5.494,43.

6 aprile:
L’associazione La Porticella, allertata da alcuni capodimontani, con lettera protocollata chiede un incontro urgente con il Sindaco Mario Fanelli, per essere informata sui motivi degli interventi e su eventuali perizie, permessi e avvisi a riguardo. Richiede inoltre di sospendere ogni azione di abbattimento.

10 aprile:
In mattinata, l’Ufficio Tecnico del Comune chiama il segretario dell’associazione, dichiara che in questo caso il Comune può procedere senza particolari permessi e avvisi, e che i motivi per l’abbattimento sono l’età degli alberi e la loro pericolosità, il pericolo di allergie provocate dai pioppi, e soprattutto il fatto che siano già stati messi a dimora giovani platani per sostituire i grandi pioppi i quali impediscono il loro sviluppo. Il segretario insiste comunque sull’incontro e propone come data giovedì 13 aprile.

10 aprile:
Nel primo pomeriggio appare un post su facebook: APPELLO URGENTE. Questi 22 stupendi alberi fanno da cornice al lago di Bolsena nel paese di Capodimonte. Per motivi incomprensibili il comune li vuole abbattere perché secondo questi burocrati provocano l'allergia di alcune persone, forse proprio di qualcuno che lavora nel comune stesso? Cerchiamo di fare il possibile per evitare questo scempio e iniziamo con il condividere questo post il più possibile su facebook.

Il post riscuote un’enorme risonanza con più di 1200 (!) condivisioni e centinaia di commenti e controcommenti.

Intanto, La Porticella interpella il Corpo Forestale e la Soprintendenza che si mostrano molto disponibili.
Il CF dichiara di essere al corrente della vicenda, di avere ricevuto l’anno scorso un’istanza a proposito e che, visto il carattere dell’intervento e nell’assenza di una tutela specifica degli alberi, non ha motivo di intervenire.

La Soprintendenza conferma questo parere, aggiungendo che sembra comunque improbabile che un tale viale alberato non sia tutelato; promette di informarsi in materia.

Riflessione:

La legge 14 gennaio 2013 n.10, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” permette di mettere sotto tutela (nel suo articolo 7) “… gli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale”.

Questa legge stabilisce che, entro sei mesi dall'entrata in vigore, i comuni sono tenuti a identificare principi e criteri per il censimento degli alberi monumentali nel proprio territorio e fornire questa informazione alla rispettiva Regione.

Senza dubbio, “I Pioppi”, o “Le Pioppe” per i capodimontani, viale alberato unico nel mondo per la sua età (l’impianto risale al 1400 all’incirca, vedi qui per la sua storia) e la sua estensione, soddisfano tutti i criteri di pregio citati dalla legge. Nel 2013, è stata fatta richiesta esplicita (vedi anche il post) al Comune di metterlo sotto tutela, il che permetterebbe accesso a fondi regionali ed europei per la salvaguardia e la cura.
 
Riflettiamo sulle motivazioni avanzate per abbattere i pioppi:

- I pioppi provocano forte allergia? Secondo tutte le fonti affidabili, il polline del pioppo ha solo un potere debole di provocare allergie, e queste sono rare. Inoltre, le caratteristiche allergogene del pioppo sono del tutto simili a quelle del platano. Nessun motivo quindi per abbattere i pioppi o per sostituirli con platani.

- I 22 pioppi in questione sono vetusti e pericolanti? Gli alberi non sono vecchissimi. Un’ispezione visiva da un esperto rileva qualche albero difficile da recuperare, alcuni di salute non ottima, dopo potatura accorta nessuno sarebbe pericolante.

- I pioppi vanno abbattuti per permettere lo sviluppo dei giovani platani messi a dimora alcuni anni fa - in verità sono pochi i giovani alberi disturbati. Infatti, questo è l’unico motivo avanzato nella determina n. 46:

Premesso che nell’ultimo tratto di lungolago, dal fosso della Madonna fino alla struttura comunale del campeggio, sono state messe a dimora da alcuni anni delle alberature di platano per completare l’alberatura esistente in riva al lago costituita essenzialmente da platani;
Che in conseguenza di tale impianto, anche al fine di favorire lo sviluppo delle nuove essenze, occorre procedere all’abbattimento delle piante di pioppo esistenti in quel tratto …”

Qui siamo nel campo del gusto, della scelta estetica ed emotiva: meglio i platani o i pioppi? Quale concetto di bellezza? E poi: come investire i pochi fondi disponibili Comuni?
 
I Pioppi nella pianta del 1774

Tutte le fonti storiche descrivono il viale costituito da pioppi (“l’arbuccio”), olmi, ontani, ornelli, anche salici e gelsi nel passato – un impianto misto con piante del posto, impiantate da contadini e pescatori (e parecchi di noi si ricordano ancora …). Il platano fu introdotto nei primi anni del secolo scorso, forse per imitare la scelta della borghesia nella raffinata Bolsena: non è però capodimontano. Una tutela attenta al carattere essenziale del viale nella sua continuità storica, e fiera della sua origine contadina, tenterebbe di conservare e rinforzare questo aspetto.

Alternative all'abbattimento:

- Con i fondi risparmiati curare i pioppi e trapiantare pochi giovani platani  in luoghi da individuare;
- Mettere urgentemente sotto tutela il viale storico “I Pioppi”;
- Nel futuro, sostituire piante morte o pericolanti con piante tradizionali e locali.
 
“I Pioppi” nel 1907. Foto raccolta e rielaborata da Tommaso Rossi
 

venerdì 14 aprile 2017

Attacco chimico


È un fenomeno che si ripete ogni primavera e si aggrava di anno in anno: l’uso diffuso di sostanze erbicidi nei campi, ma anche in aree pubbliche, lungo le strade, lungo i corsi d’acqua e a pochi metri dalle rive del Lago.

In un post precedente abbiamo trattato questo problema focalizzandoci sul glifosato, principio attivo dei diserbanti più usati al mondo nell’agricoltura. Fu sviluppato negli anni settanta dalla multinazionale Monsanto e si trova in commercio sotto vari nomi suggestivi: Roundup, Taifun, Desert, Rasikal Quick, Mastiff …

diserbo nel vigneto

Potrebbe essere meno dannoso di molti altri composti chimici negli erbicidi, ma è comunque pericoloso per uomo, animali, piante e l’intero ecosistema. Un erbicida sistemico totale (“seccatutto” in gergo), uccide le piante indiscriminatamente, si accumula nel terreno e nel corpo umano: è stato rilevato nell'organismo della maggioranza della popolazione nelle grandi città europee.
Il glifosato è irritante per gli occhi e alle vie respiratorie, nel contatto può provocare vomito, bava alla bocca, diarrea e convulsioni. Nell’uomo, il glifosato è sospettato di essere dannoso per il sistema endocrino e riproduttivo, e sembra collegato all’apparizione epidemica di una nuova forma d’insufficienza cronica renale (CKDu).

diserbo in un campo a pochi metri dal Lago
 
Il glifosato giunge nel corpo in vari modi: attraverso il contatto con superfici trattate, per le vie respiratorie dopo inalazione di polveri o vapori, con l’ingestione di sostanze contaminate. In pericolo sono soprattutto bambini che giocano, esplorano, toccano in zone trattate: utilizzare erbicidi in aree urbane è assolutamente da evitare.

Dopo un'analisi approfondita conclusasi nel 2015, gli esperti dell'IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) hanno deciso di inserire il glifosato nella lista delle sostanze "probabilmente cancerogene" (categoria 2A).

diserbo lungo la strada
 
Più tardi, EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) e FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per il cibo e l'agricoltura) hanno concluso che "è improbabile che il glifosato comporti un rischio di cancro per l'uomo come conseguenza dell'esposizione attraverso l'alimentazione".

Da una parte, l’ammorbidimento della posizione ufficiale è basato in parte su ricerche e reviews finanziate o influenzate da Monsanto (vedi: Glyphosate and cancer: Buying science).

Dall’altra, l’ipotesi dell’EFSA non contraddice le conclusioni dell’IARC, cioè che il glifosato arrivato nel corpo umano è probabilmente cancerogeno. Ritiene però, che le concentrazioni medie del glifosato negli alimenti non bastano ancora per aumentare significativamente il rischio di sviluppare un cancro. Il discorso cambia per persone che facilmente vengono in contatto con l’erbicida – agricoltori, operatori urbani e bambini.

perché non così?
 
Il glifosato è tossico per organismi acquatici con effetti a lungo termine per l’ambiente acquatico. È nocivo per molti insetti e danneggia gravemente gli ecosistemi naturali. Nell’agricoltura intensiva è associato all’impiego di organismi geneticamente modificati (OGM).

Nel post precedente, abbiamo proposto a tutti i Comuni del Lago di rilasciare ordinanze di divieto dell’uso di diserbanti. Nessuna risposta per due anni, soltanto poco fa il Comune di Capodimonte ha reagito, in modo indiretto e inaspettato con la Determina n. 69 del 25 marzo. Argomentando che “… le recenti acquisizioni al patrimonio comunale di vaste aree urbanizzate … unitamente alla sempre più ridotta disponibilità di personale operaio da impiegare per la manutenzione, spingono sempre più costantemente all’utilizzo di erbicidi per il contenimento della crescita delle erbe infestanti a margine dei marciapiedi e delle aree a parcheggio” ha deciso di acquistare 80 l di erbicida (non è specificato quale!).
diserbo totale nell'uliveto vicino al Lago

Se veramente ci fossero problemi di finanziare il contenimento sostenibile della crescita delle erbe infestanti (proponiamo comunque di rivedere le priorità nelle scelte della spesa pubblica, dando importanza, anzi priorità assoluta alla salute della popolazione e degli impiegati del comune) – perché non fare appello a un impegno volontario e solidale dei cittadini? E come si spiega il fatto (come abbiamo appreso in questi giorni), che lo stesso comune è pronto a spendere migliaia di Euro per tagliare 22 alberi storici del viale alberato “I Pioppi” – l’erba no, ma gli alberi sì?

Nell’UE è in corso una vasta Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per bandire il glifosato: “Stop Glyphosate” (sostenuta tra altri da Greenpeace, Global 2000, Navdanya, Slow Food, WWOOF, Eaux et Rivières Bretagne, ARCI …). Se verranno raccolte un milione di firme in almeno 7 stati membri, la Commissione Europea sarà obbligata a considerare la richiesta – aderite!

o così?



venerdì 10 marzo 2017

Vendesi Bisentina?


L’Isola Bisentina è in vendita? Recentemente sono apparse voci circa la vendita dell’Isola e dell’interessamento di ricchi privati italiani o imprenditori stranieri - arabi, russi, americani … - pronti a comprarla. Sembra che adesso un fondo immobiliare chiuso sia concretamente interessato all’acquisto.
 
Non sappiamo a che punto sia la trattativa, ma abbiamo notato elicotteri che atterranno sull'Isola e un via vai di geometri, evidentemente autorizzati dalla proprietaria all’accesso, che eseguono rilievi degli immobili esistenti sull’isola. L’Ufficio Tecnico del Comune di Capodimonte, nella cui sfera di competenza l’Isola ricade, ha dichiarato che non è stato contattato da nessun possibile acquirente.
Già nel mese di dicembre, alcune associazioni ambientaliste che tutelano il lago hanno proposto l’acquisto al Fondo Ambiente Italiano (FAI), che ha subito dichiarato il suo vivo interesse. Infatti, l’acquisto dell’Isola da parte del FAI sembrerebbe un’ottima soluzione per garantire la tutela dell’interesse comune e il rispetto delle norme stringenti di tutela dell’Isola come patrimonio culturale e naturalistico dell’umanità.
 
Senza dubbio, dà più garanzie in questo senso una fondazione che si prefigge come scopo costitutivo la tutela del patrimonio ambientale nell’interesse collettivo, anziché un acquirente che agisce a proprio esclusivo vantaggio personale. Ricordiamo anche, che nel passato Donna Giulia Maria Crespi, fondatrice ed ex-presidente del FAI, assieme al Principe Giovanni del Drago è stata decisiva per salvare il Lago dal disastroso “Progetto Angelini”.
Le norme di tutela si esprimono in multipli vincoli - archeologici, architettonici, paesaggistici, di smaltimento dei reflui, ecc. – che in principio non lasciano spazio a interventi che modificano il patrimonio architettonico e naturalistico, ed esigono in più dal proprietario misure di tutela e ripristino.
 
Sul rispetto di questi vincoli vigilano enti pubblici: soprintendenze, comuni, provincia, regione. Ma non possiamo negare la nostra preoccupazione che grossi interessi privati, con grandi capacità finanziarie, possano far pressione affinché taluni di questi vincoli di tutela vengano "alleggeriti". 
Altre possibili soluzioni? L’interessamento di altre fondazioni, la creazione di una fondazione ad hoc, un gruppo di acquisto dell’immobile, o collaborazioni “miste” tra fondazioni, privati e enti pubblici. Si conta soprattutto nel sostegno degli enti pubblici, passivi finora, nel trovare una soluzione per la conservazione dell’Isola Bisentina come Bene Comune, e per permettere la sua fruizione dalla parte e per il bene della popolazione. Come cittadini speriamo anche di poter di nuovo usufruire dell’Isola quale centro culturale e ambientale – cuore e simbolo del Lago di Bolsena –, e non ultimo come polo di attrazione per i turisti di tutto il mondo, e quindi occasione unica per l’economia locale.
Figura centrale della vicenda è il sindaco di Capodimonte e la sua amministrazione, perciò vorremmo chiedere al sindaco:
  - di rendersi dalla proprietaria dell’Isola per un colloquio, accompagnato da un rappresentante   della cittadinanza, per informarsi e per fare presente l'interesse per un acquisto;
  - di esplorare, in tutta trasparenza, tutte le possibilità per il comune di esercitare il suo diritto di prelazione;
  - di chiedere che la proprietaria prima di una vendita adempia al suo obbligo di tutela e ripristino del patrimonio architettonico.

Le associazioni ambientaliste sono pronte a mettere le loro competenze e il loro entusiastico impegno per questo fine, augurandosi che altri si aggiungano. Comunque, anche nel caso di una vendita a privati, vigileranno energeticamente sulla stretta osservazione della normativa.

sabato 25 febbraio 2017

Taglio dei canneti - aggiornamenti


In un recente post abbiamo parlato del taglio di canneti nei Comuni di Montefiascone e Gradoli. A gennaio il terreno ripulito dalle canne è stato di nuovo lavorato, e vari cittadini ci hanno inviato mail e foto ed espresso la loro preoccupazione.
 
Lungolago di Montefiascone


Per esempio:

- Salve …  come voi sono un amante del Lago di Bolsena, vi contatto per chiedervi delle informazioni per quanto riguarda la questione del taglio dei canneti nel Lungolago di Montefiascone, vorrei sapere se voi state seguendo la vicenda, se siete al corrente delle intenzioni del Comune di Montefiascone,e se vi state muovendo per cercare di arginare la situazione. Grazie

- Stanno distruggendo il Lago …  ho notato passando con la barca in zona gran carro Che con le ruspe Hanno abbattuto tutta la vegetazione lacustre per fare cosa? La pista ciclabile....salviamo il nostro lago

- non so se siete al corrente che a Gradoli sul lago fanno dei lavori, dalla spiaggia del banana fin su alla spiaggia d Grotte. Tagliano le canne e puliscono tutto vedrai che fanno delle spiaggette coi baretti e tutto questo schifo e del lago se ne fregano. Ma non si puo’ fare niente?
 
Lungolago di Montefiascone



Nuove spiaggette, baretti, la pista ciclabile, piazzole per il carp-fishing?

I lavori sulla spiaggia di Montefiascone si riferiscono probabilmente ancora alla delibera N° 211 del 20 settembre 2016 citata nel post precedente.

Non sappiamo invece chi ha autorizzato i lavori sulla spiaggia di Gradoli dove la manutenzione delle spiagge (manutenzione verde, fresatura spiagge, pulizia, rifiuti …) è delegata a una cooperativa sociale locale.
spiaggia di Gradoli con alcune piante di cannuccia a palude
I canneti di canna comune (Arundo donax), specie invasiva introdotta dall’uomo in tempi lontani, entrano spesso in competizione con la cannuccia a palude (Phragmites australis) che è una specie da tutelare (per dettagli consultare le Misure di Conservazione del Piano di Gestione per il sito della Rete Natura 2000 Lago di Bolsena).

Una riduzione della fascia occupata dall’Arundo quindi può essere utile per dare spazio e vigorosità alla cannuccia a palude, sebbene il canneto a canna comune svolga comunque funzioni importanti: di protezione della cannuccia a palude e degli animali che frequentano la fascia ripariale (utile per mitigare il disturbo dovuto alla presenza dell’uomo sulla riva), e di filtro (fascia tampone per i prodotti chimici utilizzati in agricoltura).


spiaggia di Gradoli
Occorre dunque soppesare benefici e svantaggi di un’eventuale riduzione dei canneti a canna comune. Proprio questo richiede anche la normativa (DPR 120/2003, DPR 357/1997, art. 5): “ … tutti gli interventi all’interno di un sito della Rete Natura 2000, o collocati all’esterno ma che possano avere ripercussioni all’interno del sito stesso, devono essere sottoposti ex ante a Valutazione di Incidenza …”.

Ci siamo informati presso la Regione Lazio e sappiamo con certezza che non è stata avviata nessuna pratica riguardo la Valutazione di Incidenza; i lavori sono stati effettuati senza attivare la procedura, obbligatoria.

Ad ogni modo, la priorità va data alla manutenzione della naturalità dei luoghi e alla conservazione delle loro caratteristiche, evitando perturbazioni o cambiamenti d’uso.

Abbiamo chiesto a un’associazione ambientalista del comprensorio di domandare ai Comuni di Montefiascone e Gradoli informazione e accesso agli atti in merito, e vi terremo aggiornati sul risultato della richiesta.

Enrico Calvario e Georg Wallner

 
 


 

venerdì 13 gennaio 2017

Bilancio 2016


Il 2016 è stato ricco di eventi e fatti rilevanti per il Lago di Bolsena; positivi e negativi.

Il fatto più importante è, purtroppo, allarmante. Lo stato ecologico è degradato ulteriormente come dimostrano i monitoraggi dell’Associazione Lago di Bolsena: la concentrazione di fosforo, l’elemento nutriente principale, è in continua crescita e, più preoccupante ancora, al fondo del Lago si osserva uno strato senza ossigeno di circa 9 metri. Ciò significa che il Lago è sulla strada verso un drastico cambiamento ecologico che sarebbe difficilmente reversibile – con gravi conseguenze ecologiche e economiche. Causa ne è l’apporto troppo grande di nutrienti (sostanze fertilizzanti per i vegetali lacustri) dal bacino - dalle fogne e dall’agricoltura.
 
 
Per salvare il salvabile, le misure da applicare urgentemente sono:

- La riparazione del collettore circumlacuale esistente e il suo completamento, anche con sistemi alternativi, sul lato ovest,
 
- Il collegamento di tutte le fognature dei comuni, delle attività turistiche e delle case private al collettore,
 
- Un adeguato finanziamento per la manutenzione del collettore dopo la riparazione e il completamento.
 
Aumento della concentrazione totale di fosforo (Ptot) negli ultimi anni
 
Un primo fatto positivo riguarda la riparazione del disastrato collettore circumlacuale: negli ultimi mesi del 2016 è stata individuata la ditta appaltatrice per i lavori, che dovrebbero iniziare prossimamente. Questi lavori saranno attentamente seguiti dalla cittadinanza – l’esempio dà Montefiascone, dove (e questo un secondo fatto positivo) la cittadinanza, su iniziativa del M5S e sostenuta dal Sindaco, ha protocollato l'attuale stato del collettore (vedi articolo).

A parte promesse, niente è stato finora fatto per eliminare gli scarichi abusivi comunali, che non solo contribuiscono a degradare lo stato ecologico del Lago, ma minacciano anche la sua balneabilità come costatato dalla Goletta dei Laghi 2016: che trova inquinati ben 6 punti su 7 esaminati!

Niente è stato fatto anche per ridurre l’apporto di nutrienti dall’agricoltura, al contrario: la Regione incentiva l’impianto di noccioleti nella Tuscia e anche attorno al Lago – malgrado il fatto che la nocciolicoltura intensiva è il responsabile principale per l’eutrofizzazione del Lago di Vico (vedi link).

E a questo proposito un altro fatto grave del 2016: inspiegabilmente, la Regione si è espressa contro una tutela a 360° dell’ecosistema del Lago rifiutando di adottare il Piano di Gestione per la “Zona di Conservazione Speciale” del Lago elaborato dai specialisti, e sostituendolo con alcune misure completamente inadatti allo scopo di tutela e rispristino richieste dall’Unione Europea.

È urgente quindi anche:

- L’aggiornamento e applicazione del Piano di Gestione finanziato dalla Comunità Europea,
 
- L’incentivazione dell’'agricoltura sostenibile nel bacino,
 
- La creazione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua (già obbligatorie) e in riva al Lago, dove vanno tutelate le cannucce.


Fasce tampone lungo un corso d'acqua
 
Un piccolo fatto positivo: la Regione promuove l’attuazione di un “Contratto del Lago” (Legge Regionale 31 dicembre 2016, n. 17), “strumento volontario di programmazione strategica e partecipata, finalizzato alla gestione integrata delle politiche di bacino”).

Senza risoluzione è rimasto nel 2016 il problema della geotermia ad alta entalpia nel comprensorio. Il progetto della centrale di Castel Giorgio (vedi articolo), che minaccerebbe la falda acquifera del Lago, è fermo aspettando la decisione della Regione Umbria che per mesi aveva temporeggiato in attesa dell’esito del referendum del 4 dicembre. Il chiaro NO, le dimissioni di Renzi e l’indebolimento della componente massonica nel governo potrebbero dare il coraggio alla Presidente dell’Umbria di finalmente dire No (come richiesto dalla cittadinanza e da tutti i sindaci del comprensorio) all’impianto spalleggiato da potenti lobby.

Tubi abbandonati della centrale di Latera

Che non si fermerebbero lì: tutt’attorno al Lago sono previste centrali geotermiche (vedi sul sito del MISE) – ultima richiesta quella per un progetto a Latera -, che costituiscono un grave pericolo per l’ecosistema. Proprio a Latera, dove sono ben visibili i residui di un primo progetto abbandonato a causa del suo forte inquinamento ambientale (vedi articolo)!

Perciò, è urgente

- La proibizione della geotermia ad alta e media entalpia nel bacino idrogeologico del lago.


Positivi ma inquietanti i primi risultati dell’inchiesta “Vox Populi” che ha contribuito a svelare, secondo gli inquirenti, un “collaudato sistema criminale” nel settore dei lavori pubblici, in parte eseguiti di “somma urgenza”: “un escamotage per consentire gli affidamenti diretti aggirando le norme sugli appalti“. Ora, questa ed altre inchieste collegate, coinvolgono tutto un gruppo di persone e funzionari di vari uffici e enti della Regione Lazio che erano attori principali di lavori pubblici (anche di “somma urgenza” (vedi p. e. qui)) nei comuni del Lago, oltre che interlocutori delle associazioni ambientaliste.

Chiudiamo con uno dei fatti più positivi dell’anno: l’accresciuta consapevolezza e partecipazione della cittadinanza alle vicende del Lago. Una delle espressioni ne era la partecipazione delle realtà del comprensorio alla EUPC (convergenza europea di permacultura) nel mese di settembre, documentata in un bel filmato. Un’altra la nascita del Comitato “Bolsena – Lago d’Europa” che intende tessere una rete europea in sostegno del Lago: rete multifunzionale– culturale, ecologica, politica, scientifica, mediatica - e internazionale. Conta già un centinaio di aderenti provenienti da vari paesi dell’Europa, e intende:

- Agire con progetti e collaborazioni internazionali in sostegno del Lago,
 
- Sviluppare una “cultura del Lago” (quale bene ambientale, luogo storico/culturale, risorsa economica) in collaborazione con gli enti pubblici e privati del territorio e con personalità ed enti europei,
 
- Costruire una rete scientifica europea per trovare risposte adeguate per il Lago,
 
- Sollecitare gli amministratori locali nell’applicazione delle misure richieste dall’UE,
 
- Chiedere all’UE di vigilare sul rispetto delle sue direttive da parte delle amministrazioni italiane.