giovedì 19 giugno 2014

Lo stato di qualità delle acque del Lago di Bolsena nell’anno 2012: risultati dell’ARPA Lazio e dell’associazione Lago di Bolsena


È disponibile al pubblico da poco tempo il rapporto dell’ARPA Lazio sulla qualità delle acque nel Lazio per l’anno 2012, e in particolare sullo stato di qualità del Lago di Bolsena. Proponiamo qui  un riassunto dei risultati e un loro confronto con i dati pubblicati dall’associazione Lago di Bolsena (ALdB) quanto riguarda lo stato ecologico, e una breve discussione dello stato igienico-sanitario delle acque di balneazione, redatto dall’associazione La Porticella.

Stato ecologico del Lago:

Seguendo la nuova normativa (direttiva 2000/60/CE, recepita dal DL 152/06 e completata dai successivi regolamenti (DM 131/08 e DM 56/09), DM 260/10 e disposizioni successive), gli elementi per la classificazione dello stato ecologico del Lago sono gli Elementi di Qualità Biologica (EQB), gli elementi fisico-chimici, chimici (inquinanti specifici) e idromorfologici.

Elementi biologici e fisico-chimici:

Gli elementi biologici e fisico-chimici di sostegno permettono di determinare lo stato trofico del Lago. A questo scopo sono stati presi campioni d’acqua a varie profondità in punti vicino al centro del Lago: per l’ARPA nel punto L5.30 (42° 34,30’N, 11° 56,43’E), per l’ALdB nel punto “pelagica sud” (42° 35,00’N, 11° 56,50’E).


Illustrazione 1: Posizioni di campionamento al centro del Lago: punto L5.30 dell’ARPA, e punto “pelagica sud” dell’ALdB

 
La valutazione degli elementi biologici, che comprende l’analisi della flora e fauna acquatica, è complessa e costosa e fuori dalla portata di associazioni di volontariato come l’ALdB, però anche (almeno fino all’anno 2012) dell’ARPA Lazio. Per la valutazione dello stato trofico del Lago, ambedue si concentrano quindi sulla determinazione dell’indice LTLeco (Livello Trofico Laghi per lo stato ecologico). A questo fine si considerano tre parametri fisico-chimici – trasparenza, concentrazione totale di fosforo, e concentrazione dell’ossigeno disciolto –, che indirettamente testimoniano dello stato trofico delle acque. L’indice LTLeco corrisponde approssimativamente all’indice SEL della vecchia normativa, che fino all’anno 2010 attribuiva qualità “Sufficiente” al Lago di Bolsena.

Secondo la normativa è necessario conoscere la trasparenza “mediante il calcolo della media dei valori riscontrati nel corso dell’anno”, il livello totale di fosforo “riferito alla concentrazione media, ottenuta come media ponderata rispetto ai volumi o all’altezza degli strati, nel periodo di piena circolazione alla fine della stagione invernale”, e i valori della concentrazione dell’ossigeno disciolto “misurati nell’ipolimnio alla fine del periodo di stratificazione”.

Trasparenza:

La trasparenza fornisce una misura sommaria della concentrazione di fitoplancton nelle acque superficiali, che dipende soprattutto dalla disponibilità di nutrienti, da temperatura e intensità luminosa. Come questi fattori, la trasparenza è variabile durante l’anno, in un intervallo (per il nostro lago) tra 4 m e 11 m all’incirca.



Illustrazione 2: Variazione della trasparenza durante l’anno 2012 rilevata dall’ALdB con il disco Secchi. I punti verdi rappresentano i dati per la trasparenza rilevati dall’ARPA. La linea tratteggiata rappresenta la media pluriennale dell’andamento della trasparenza. Il valore alto per la trasparenza rilevato all’inizio di aprile (e in misura minore anche quello di fine aprile) è anomalo e dovuto al forte vento che in marzo ha rimosso il fitoplancton dalle acque superficiali.

Il valore medio per la trasparenza determinato dall’ARPA, con circa 9 m, è più alto di quello dell’ALdB di circa 8 m. A parte errori sistematici, la ragione ne è la frequenza troppo bassa delle misure dell’ARPA (solo quattro durante l’anno), insufficiente per rispecchiare le variazioni annuali della trasparenza e per correttamente valutarne la media.
 

Concentrazione totale di fosforo:

L’elemento nutriente più importante, decisivo per lo stato trofico del Lago, è il fosforo. La sua concentrazione dipende dal bilancio tra apporti (da fogne e dall’agricoltura, e tramite liberazione dal fondo in condizioni anossiche) e consumi (dagli organismi acquatici e tramite fissazione nei sedimenti). Il suo livello medio è da determinare alla fine dell’inverno quando il rimescolamento delle acque è massimo e, in condizioni favorevoli, completo. Questo era il caso nell’inverno 2011/2012 come dimostra molto bene l’analisi dell’ALdB del mese di marzo 2012 (curva blu nell’illustrazione 3): entro il margine di errore la concentrazione di fosforo è costante su tutta la colonna d’acqua con una media di quasi 13 µg/l. Istruttivo anche il grafico relativo alla concentrazione di fosforo nel mese di dicembre, nel periodo di massima stratificazione, dove il fosforo si accumula negli strati più profondi.



Illustrazione 3: Concentrazione totale di fosforo in funzione della profondità, per campioni presi nel periodo di massima stratificazione (curva rossa) e dopo rimescolamento invernale totale (curva blu). Analisi dell’ALdB

La rappresentazione grafica corrispondente dei dati dell’ARPA Lazio, della concentrazione del fosforo totale in funzione della profondità dei prelievi per le quattro campagne di monitoraggio effettuate, è più difficile da interpretare. Non è chiaro il motivo per cui il fosforo nel periodo di massimo rimescolamento si concentri negli strati superiori del Lago raggiungendo livelli notevoli; il limite di rivelabilità (con 10 µg/l) e la variabilità dei valori sono troppo alti, il numero di prelievi e l’affidabilità dell’analisi sono bassi.



Illustrazione 4: Concentrazione totale di fosforo in funzione della profondità, per campioni presi in vari periodi dell’anno. Analisi dell’ARPA Lazio

 
Concentrazione dell’ossigeno disciolto ipolimnico:

La concentrazione di ossigeno è caratteristica dell’attività biologica nell’acqua e determina le forme di vita presenti.  Illustrazione 5 mostra la distribuzione dell’ossigeno disciolto lungo tutta la colonna d’acqua nel periodo di massima stratificazione (curva rossa) determinata dall’ALdB. Si nota una concentrazione dell’ossigeno attorno al 75% della concentrazione di saturazione per la più grande parte dell’ipolimnio (che in questo caso si estende tra circa 40 m di profondità e il fondo) con una forte diminuzione vicino al fondo. La distribuzione corrispondente a fine inverno (curva blu) evidenzia (come la distribuzione del fosforo) il completo rimescolamento avvenuto inizio 2012.



Illustrazione 5: Distribuzione dell’ossigeno disciolto in funzione della profondità nel periodo di massima stratificazione (curva rossa) e dopo completo rimescolamento invernale (curva blu) determinata dall’ALdB. I punti verdi denotano le concentrazioni dell’ossigeno disciolto determinate dall’ARPA nella seconda metà di ottobre.

I dati corrispondenti dell’ARPA (punti verdi nel grafico 5) sono simili, con una concentrazione d’ossigeno nell’ipolimnio di circa 72% della concentrazione di saturazione alla fine di ottobre (mancano dati per il periodo di massima stratificazione). Le poche misure nell’ipolimnio (solo 2 punti) non permettono di calcolare una media affidabile.
Tabella 1 elenca i parametri determinanti l’indice LTLeco e i loro valori secondo le due fonti, ARPA e ALdB. Questi valori ricadono in uno degli intervalli L1, L2 e L3 contribuendo, secondo l’intervallo assegnato, un punteggio di 5 punti (L1), 4 punti (L2) o 3 punti (L3) all’indice LTLeco che si calcola come somma dei tre punteggi.

parametro
valore
intervallo L1
intervallo L2
intervallo L3
punteggio assegnato
ARPA
 
 
 
 
 
Ptot [µg/l]
> 20
≤ 8
≤ 15
> 15
3
Odisc [%sat]
≈72
> 80
80 > Odisc > 40
≤ 40
4
T[ m]
≈ 9
≥ 10
≥ 5,5
< 5,5
4
LTLeco
 
 
 
 
11
 
 
 
 
 
 
ALdB
 
 
 
 
 
Ptot [µg/l]
13
≤ 8
≤ 15
> 15
4
Odisc [%sat]
≈75
> 80
80 > Odisc > 40
≤ 40
4
T[ m]
≈ 8
≥ 10
≥ 5,5
< 5,5
4
LTLeco
 
 
 
 
12

 
Tabella 1: Determinazione dell’indice LTLeco a partire dalle analisi dell’ARPA e dell’ALdB.
                                    
Le due fonti assegnano quindi un punteggio quasi identico all’indice LTLeco. Il punteggio di 11 dell’ARPA colloca il Lago di Bolsena nella classe di qualità delle acque di “Sufficiente”, mentre il punteggio di 12 dell’ALdB lo colloca nella classe di “Buono”.
Determinante per questa differenza è l’alto valore medio di Ptot nell’analisi dell’ARPA in periodo di minima stratificazione, che ci sembra, come esposto qui sopra, poco affidabile: in sintesi, lo stato di qualità delle acque sarebbe dunque “Buono” al limite di “Sufficiente”.
Nel periodo di vigore della vecchia normativa, lo stato ecologico del Lago di Bolsena, valutato tramite l’indice SEL, risultava “Sufficiente”. La promozione nella classe “Buono” è dovuto esclusivamente al cambiamento normativo dei criteri di valutazione, e non a un effettivo miglioramento della qualità delle acque. Comunque, la normativa europea prevede il confronto dello stato del lago fra l’anno 2007 e 2015 chiedendo un miglioramento da “Sufficiente” a “Buono”. Questo confronto necessariamente dev’essere fatto secondo i criteri della vecchia normativa.

Il fatto più importante da rilevare è che il parametro decisivo per la determinazione della classe di qualità è il contenuto di fosforo Ptot nelle acque del Lago. La trasparenza T, anche se  ha conosciuto una diminuzione significativa nel corso degli ultimi 20 anni (di circa 1 metro nella media annuale), ricade  nell’intervallo L2 con valori lontani dai limiti di classe. Anche il valore medio del contenuto dell’ossigeno disciolto Odisc nell’ipolimnio, soggetto a ampie variazioni di anno in anno (e senza variazioni significative durante gli ultimi dieci anni), è saldamente situato nell’intervallo L2.
In questo stesso periodo invece, Ptot ha conosciuto un aumento significativo e notevole (illustrazione 6) e rischia di raggiungere il valore soglia di 15 µg/l dell’intervallo L2 in pochi anni. Non si prevede un’inversione rapida di questa tendenza e c’è da temere di conseguenza, che la classe di qualità scenderà stabilmente a “Sufficiente”.



Illustrazione 6: Evoluzione della concentrazione totale di fosforo Ptot nel Lago nel corso degli ultimi dieci anni. Valori medi calcolati dai valori rilevati dall’ALdB dopo il rimescolamento invernale. Gli errori di misura dei valori medi indicati sono estimazioni. La linea di tendenza tratteggiata rappresenta l’ipotesi di un cambiamento lineare della concentrazione.

Elementi chimici:

Gli elementi chimici permettono di determinare lo stato chimico delle acque che, assieme allo stato trofico, definisce lo stato ecologico del Lago. Nel 2012, l’ARPA Lazio ha condotto 6 campagne di campionamento (sempre nel punto L5.30 al centro del Lago) a questo scopo, monitorando la presenza e la concentrazione delle sostanze nell’elenco di priorità e applicando gli standard di qualità previsti dalla normativa (DM 260/10, A2.6 e Tabella 1/A). Circa un terzo delle sostanze previste non sono state rilevate (e metà delle sostanze prioritarie pericolose), per il resto le concentrazioni sono state sotto i limiti di norma. È importante che la concentrazione di atrazina risulti sotto la soglia di rilevabilità: mentre il 7 giugno 2011, durante un incontro presso la Prefettura l'ingegnere Rossana Cintoli, funzionario responsabile dell'ARPA di Viterbo, aveva affermato che il Lago contiene atrazina e diserbanti vari in concentrazioni molto superiori (di più di sei volte) ai valori stabiliti dalle leggi.
Non abbiamo spiegazione per questa contradizione, e neanche l’ARPA ne fornisce una; considerando che analisi commissionate dall’ALdB nell’estate 2011 non avevano trovato tracce di atrazina, potrebbe essersi trattato banalmente di errori di misura. Sembrerebbe che questa è la posizione ufficiale dell’ARPA che, visto l’importanza dell’argomento, andrebbe convalidata da argomenti scientifici.
Lo stato chimico del Lago sarebbe quindi “Buono”, anche se un giudizio definitivo non è possibile perché mancano i dati per un terzo delle sostanze prioritarie. Importante anche il dato che la concentrazione di arsenico è di 5 µg/l per tutti i rilevamenti, e che quindi l’acqua del Lago è idonea ad essere miscelata con l’acqua degli acquedotti nel Viterbese per abbassare l’alta concentrazione di arsenico.

 
Stato ecologico e ambientale del Lago:

In sintesi, lo stato ecologico del Lago di Bolsena risulta “Sufficiente” secondo le analisi dell’ARPA Lazio, e “Buono” secondo l’ALdB. A rigore, una valutazione non è possibile: gli unici dati affidabili relativi allo stato trofico del Lago sono dell’ALdB che non è in grado a valutare lo stato chimico. Le analisi dell’ARPA non permettono di determinare i parametri fisico-chimici con sufficiente accuratezza, e quindi nessuna conclusione scientifica sullo stato trofico; l’assenza di dati su un terzo delle sostanze prioritarie rende altrettanto impossibile una conclusione per quanto riguarda lo stato chimico.
Da sottolineare, che la classificazione dei corpi idrici lacustri deve essere effettuata a conclusione del ciclo di monitoraggio triennale (2010-2013) e che una determinazione annuale come quella illustrata qui sopra fornisce soltanto una valutazione provvisoria e indicativa. La “stima preliminare dell’indice chimico e fisico-chimico di qualità ambientale - anni 2011 – 2013” dell’ARPA attribuisce il giudizio “Buono” al Lago di Bolsena – ignoriamo però sulla base di quali ipotesi.
 
Stato igienico-sanitario delle acque di balneazione:

Secondo i bollettini per le acque di balneazione pubblicati dall’ARPA negli ultimi anni, lo stato igienico-sanitario delle acque del Lago è quasi sempre e dappertutto “eccellente”. Come rilevato più volte e segnalato alle autorità, questo è un artefatto reso possibile dalla violazione delle disposizioni di legge. Da una parte, la frequenza del campionamento di un prelievo al mese è troppo bassa per acque soggette a “inquinamenti a breve durata” causati dai frequenti malfunzionamenti del collettore disastrato, dall’altra parte i punti di campionamento sono spesso lontani da “dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti ed il rischio più elevato di inquinamento”. L’esempio più chiaro ne è la spiaggia di Capodimonte che è, nel suo tratto più frequentato su una lunghezza di quasi due chilometri, senza sorveglianza sanitaria, e che risultava di balneabilità “eccellente” anche nel mese di settembre 2011, quando per cinque giorni vi si riversavano tutte le acque fognarie del comune. Un altro esempio recente è la spiaggia di Bolsena, di qualità “eccellente” anche nel mese di settembre 2013, quando nella località Grancarro, per più di una settimana, accoglieva tutte le acque nere di San Lorenzo, Grotte di Castro e Bolsena.

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